11 Febbraio 2022, Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nelle Scienze

Oggi è la giornata mondiale delle donne nella scienza, giornata nata per portare la voce delle donne là dove c’è ancora bisogno di far cadere pregiudizi, ancora si sente dire che il genere femminile è meno portato per queste materie.

Nella giornata internazionale delle donne nelle STEM (ascronimo di scienze, technology, engineering and mathematics) vi facciamo conoscere Arianna Bresci, Valentina Sesti e Chiara Plizzari. Purtroppo sono ancora una minoranza perché questa branchia è ancora occupata prevalentemente  dal genere maschile.

Secondo l’ultimo rapporto UNESCO, solo il 33% dei ricercatori sono donne, nonostante rappresentino il 45 % delle laureate e il 55% degli studenti Master.

Chiara Plizzari “i miei genitori mi hanno spronato a seguire quello che mi piaceva”
“ Fin da piccola sono sempre stata un po’ nerd, mi piaceva giocare al computer, oppure con il Gameboy – dice Chiara Plizzari, dottoranda del dipartimento di intelligenza artificiale del politecnico di Torino.”  Sono stata fortunata perché i miei genitori mi hanno sempre spronato a fare quello che mi piaceva e da questo punto di vista anche tutto il percorso che ho intrapreso lo devo alla libertà di scegliere un percorso guidata dalla mia passione “

Chiara Plizzari è una dottoranda del gruppo della Professoressa Barbara Caputo. Il gruppo si chiama Vandal, che sta per Visual and Multimodal Applied Learning. Qui si studiano soluzioni di computer per problemi reali, in particolare ci si occupa di egocentric vision. Uno studio di come i sensori vengono applicati alla persona, e quindi che riprendono il mondo attraverso i nostri occhi, possono aiutare un robot a percepire la realtà così come noi la percepiamo. 

Arianna Bresci: “ Quando si fa ricerca si sa dove inizia ma non dove si va a finire”
Arianna Bresci è una giovane ricercatrice del Politecnico di Milano. Si occupa di tecniche di microscopia innovativa che sfruttano influssi di luce a bassa intensità per sviluppare una diagnostica per immagini totalmente non invasi vada portare in clinica per la medicina del futuro. In questo momento si sta testando un sistema che permette di capire se le cellule tumorali siano state trattate correttamente dalla chemioterapia. Se dovesse funzionare non ci sarà più bisogno di ulteriori radiazioni  ma basteranno solamente queste frequenze all’infrarosso. 

Le differenze tra i generi iniziano a circa 6 anni di vita
È a quest’età che iniziano a radicarsi i pregiudizi verso la capacità delle ragazze nelle materie scientifiche. Il primo anno delle elementari, le bambine iniziano a fare i conti con un sistema che le vorrebbe più portate verso le materie umanistiche. In media in Italia, a 15 anni, il divario di genere in matematica è tra i più alti dei paesi Ocse : 16 punti di differenza, contro una media di 5, secondo l’ultimo rapporto UNESCO. Eppure le differenze sono nulle nei paesi scandinavi e negli emirati arabi. Questo significa che non si tratta di un fattore biologico ma culturale e sociale. 

Serve abbattere i pregiudizi sin dall’infanzia

“ C’è il pregiudizio che una persone non sia portata per le materie scientifiche, ma nessuno nasce portato o non portato per qualcosa, sono l’ambiente, il contesto, gli insegnanti che creano potenziali pregiudizi. Bisogna lavorare moltissimo sui bambini per evitare di creare questi pregiudizi. Se entriamo in un negozio possiamo notare come i giocattoli siano divisi fra quelli per le femmine e per i maschi, da quando hanno 3 anni.  I maschietti hanno il piccolo chimico, meccanico ecc mentre le bambine le bambole e giochi più di società e casalinghi” Parole importanti quelle di Prorettrice Sciuto.

La professoressa Quackut su Topolino per parlare ai più piccoli
La professoressa Barbara Caputo, a capo del dipartimento di intelligenza artificiale del politecnico di Torino, è finita su topolino, grazie a Silvia Picca e la sua creatività, interpretando il personaggio di Barb Quackut, la papera che parla ai frullatori. Nella storia sono stati inseriti anche i suoi due figli, la più grande Valeria è diventata la dottoressa Valerie e il piccolo Emilio è diventato il robottino Emilio. È un modo per mostrare ai bambini che una donna può avere molti lavori, che ci sono tante cose che una mamma può fare.

Stereotipi difficili da cancellare
Quando le donne parlano del proprio lavoro come donne ricercatrici, scienziate, la prima reazione è sempre quella di stupore, come se fosse un evento straordinario mentre dovrebbe essere la normalità. Ecco che bisognerebbe saper andare oltre puntando alla meta finale, la conquista del progresso in questo campo così prezioso per l’umanità, un progresso al quale anche la donna sta partecipando sempre con più impatto.

Con la parità nelle STEM 12  triliardi di dollari in più
Se raggiungessimo la parità di genere nelle STEM, entro il 2025, il Pil mondiale aumenterebbe di 12 triliardi di dollari, serve avere le competenze tecnologiche per poter fare qualunque cosa, ecco perché è fondamentale che le ragazze intraprendano questo tipo di percorsi di studi

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