Rita Levi Montalcini

“Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.”

“Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente.”

“A vent’anni volevo andare in Africa per curare la lebbra. Ci sono andata da vecchia, ma per curare l’analfabetismo, che è molto più grave della lebbra.”

“Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita.”

“A me nella vita è riuscito tutto facile. Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un’anatra.”

“L’essenza della natura umana è la libertà”

“Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita.”

“L’essenza della natura umana è la libertà”

"Messaggio ai giovani: se non si crede nei valori è molto difficile continuare a vivere"

Biografia

Rita Levi Montalcini (Torino, 1909 – Roma, 2012) è stata l’unica donna italiana ad aver vinto un Premio Nobel scientifico.

Figlia di un ingegnere elettrotecnico e di una pittrice, dopo aver convinto il padre a farla studiare, si è laureata nel 1936 in Medicina presso l’Università di Torino.

Fin dal primo anno di università lavora, come internista, nell’istituto di Giuseppe Levi. 

Nel 1938 mentre si sta specializzando in Psichiatria e Neurologia,  arrivano le leggi razziali.

Essendo lei di origine ebrea si rifugia in Belgio.

A Liegi continua a lavorare con Giuseppe Levi. Con l’arrivo della guerra la Germania invade il Belgio.

Così scappa prima a Bruxelles poi torna a Torino, dove continua a fare ricerca, allestendo un piccolo laboratorio casalingo. Proprio in casa inizia a studiare il sistema nervoso degli embrioni di pollo.

Durante la guerra trova rifugio prima nella campagne vicine a Torino, poi si sposta a Firenze, dove opera come medico al servizio delle Forze Alleate.

Finita la guerra torna a Torino e riprende la sua attività di ricerca.

Nel 1947 arriva l’invito del neuroembriologo Viktor Hamburger e così si reca negli Stati Uniti, presso la Washington University di Saint Louis.
Qui, nel 1954, insieme al suo collaboratore Stanley Cohen, scopre il Nerve Growth Factor (NGF), una proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso.
Proprio per questa scoperta nel 1986 Rita Levi Montalcini e Stanley Cohen otterranno il Premio Nobel.

Rita Levi Montalcini non ha mai dimenticato l’Italia. Tra il 1961 e il 1962 crea a Roma un centro di ricerca sull’NGF e nel 1969 fonda e dirige (fino al 1978) l’Istituto di biologia cellulare preso il CNR.

Dal 1979 si trasferisce definitivamente in Italia.

Nel 2002 fonda l’EBRI (European Brain Research Institute) sempre a Roma.

Nel 1998 ha fondato la sezione italiana della Green Cross International, riconosciuta dalle Nazioni Unite e presieduta da Michail Gorbaciov.

Dal 2001 è senatore a vita.

Rita Levi-Montalcini muore il 30 dicembre 2012.

"Un esempio di forza e determinazione, quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto"

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