“Il ciclo non è una scelta” tassazione sugli assorbenti abolita in Gran Bretagna

Dal 1° Gennaio 2021 il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea.

Un risultato arrivato in seguito ad un percorso lungo e travagliato iniziato nel 2016 in cui quasi il 52% dei cittadini del Regno Unito ha deciso con un referendum di lasciare l’Unione.

In seguito a questo “divorzio” la Gran Bretagna ha abolito le tasse sulla vendita degli assorbenti precedentemente al 5%. 

Questa manovra è stata possibile soltanto in seguito all’uscita dall’Unione Europea in quanto quest’ultima prevede una tassazione minima del 5% sugli assorbenti, dato che non vengono considerati beni essenziali ogni Stato membro dell’Unione non può applicare imposte inferiori al 5%.

Questa vittoria per tutte le donne è stata resa possibile grazie all’impegno e alle lotte di attiviste e al contributo della politica iniziate più di 20 anni fa, era il 2001 infatti quando in Gran Bretagna l’imposta sugli assorbenti è stata abbassata al 5%, come accennato in precedenza l’imposta minima permessa dall’Unione Europea, grazie al lavoro della deputata Ann Taylor.

Nel 2015 l’attivista Laura Coryton è riuscita a convincere il Governo a devolvere quel 5% di imposta che arrivava nelle casse dello Stato dalla vendita dei prodotti per il ciclo mestruale a degli enti di beneficenza  per donne e ragazze vulnerabili.

Questa non è una vittoria puramente economica ma anche sociale e psicologica in quanto questa tassa veniva definita come “sessista” in quanto lucrava su una condizione fisica naturale delle donne ed in più mandava un messaggio che veniva percepito in modo negativo dalle donne.

La Gran Bretagna non è però il primo Stato al mondo ad aver abolito la “Tampon tax” ma si unisce ad altri come Canada, Colombia, Libano Sudafrica, Kenya, Rwuanda, India, Malaysia ed alcuni stati degli USA.

Per trovare una svolta veramente unica al mondo invece ci basta andare poco più a nord, in Scozia, dove a Novembre del 2020 il parlamento ha approvato una legge che ha reso gratuiti per tutte le donne tutti i prodotti per il ciclo.

Un esempio di grandissima civiltà ed unico in tutto il mondo. 

Il governo scozzese garantiva già assorbenti gratis nelle scuole e nelle università. Con la nuova legge invece sono stati stanziati circa 10,3 milioni di euro affinché siano resi disponibili anche nelle società sportive, dalle autorità locali e attraverso le associazioni di beneficenza. 

Ciascuna delle 32 divisioni amministrative della Scozia potrà scegliere come mettere in pratica la legge, ma dovrà mettere a disposizione assorbenti o alternative in maniera «ragionevolmente facile» e «con ragionevole discrezione» a tutte le donne che li richiedano.

E nel nostro Paese invece?

In Italia gli assorbenti “tradizionali” vengono ancora ritenuti un bene di lusso dal punto di vista delle imposte in quanto sono ancora ivati al 22%.

Abbiamo usato la parola “tradizionali” in quanto nel 2019 è stato compiuto un primo passo verso l’applicazione dell’imposta minima del 5% su questo tipo di prodotti ma solo su quelli compostabili e biodegradabili che sono poco diffusi, di conseguenza poco reperibili e comunque non adatti alle esigenze di tutte le donne.

Se pensiamo che, come scritto in precedenza, la Gran Bretagna aveva compiuto questo passo fissando l’IVA al 5% su tutti i prodotti senza alcuna distinzione già 20 anni fa non possiamo che ritenerci in grandissimo ritardo sull’argomento.

Ci auguriamo che questo tipo di iniziative si espanda anche nel nostro Paese, che anche da noi si arrivi all’imposta minima il prima possibile, che vi sia una maggiore sensibilizzazione verso questo argomento che ancora oggi è un vero e proprio tabù, un problema certamente culturale che affonda le sue radici in una mentalità ancora troppo maschilista e sessista che come ben sappiamo non si limita soltanto a voltare lo sguardo quando si parla di ciclo ma a tutta una serie di ingiustizie ed ineguaglianze che ancora persistono su tutti gli aspetti della vita delle donne.

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