Numero crescente di violenze in Pakistan e i passi del Governo per arginarle

Come più volte successo ultimamente oggi vogliamo dare uno sguardo alle notizie che riguardano la violenza sulle donne fuori dal nostro Paese.

In articoli recenti abbiamo visto più da vicino le proteste che si erano generate qualche tempo fa in Francia e anche le decisioni prese dal governo Polacco in merito alle leggi riguardanti le interruzioni di gravidanza, oggi invece vogliamo levare il nostro sguardo perfino oltre i confini europei per analizzare ciò che sta succedendo in Pakistan.

A settembre di quest’anno il Ministro pachistano per la scienza e la tecnica ha dichiarato che ogni anno circa 5000 donne subiscono violenza sessuale in Pakistan e tante altre migliaia di casi non verrebbero nemmeno denunciati per la paura e la vergogna che le vittime provano.

Oltre al numero altissimo di casi di violenze fa rabbrividire anche il numero delle persone che vengono condannate per tali atti, meno del 5% degli stupratori viene effettivamente condannato, un numero veramente troppo basso.

Le parole preoccupate del Ministro pakistano erano arrivate in seguito ad una notizia scandalosa, una donna di 30 anni era rimasta bloccata in autostrada durante la notte con i suoi due figli perchè la loro vettura aveva terminato il carburante.

Dopo aver chiamato la polizia per chiedere aiuto due uomini si sono avvicinati alla sua vettura, hanno rotto il finestrino e portato la donna e i suoi figli in mezzo ai campi adiacenti alla strada dove l’hanno violentata più volte davanti ai suoi bambini.

L’agente di polizia che è stato assegnato all’indagine ha poi commentato l’accaduto criticando la donna in quanto avrebbe dovuto prendere una strada meno deserta e controllare con più attenzione il livello di carburante.

La vicenda e le parole del poliziotto hanno scosso l’opinione pubblica in Pakistan e portato tantissime donne a protestare contro il governo per chiedere una maggiore sensibilizzazione al problema.

Tutto questo ci porta ad oggi, in questi giorni infatti, il governo Pakistano ha introdotto una nuova legge sullo stupro che mira alla creazione di appositi tribunali specializzati nel processare i casi di stupro con l’impegno di farlo in massimo quattro mesi.

È prevista anche la formazione di “cellule anti-stupro” che avranno il compito di effettuare esami medici entro sei ore dalla denuncia e creare un vero e proprio registro nazionale di stupratori.

Al momento chi commette uno stupro in Pakistan viene condannato a morte ma una pena così dura non fa minimamente da deterrente in quanto i controlli e le condanne purtroppo scarseggiano.

Tra le nuove pene pensate c’è stata anche l’impiccagione in pubblico, scartata per evitare eventuali problemi che si sarebbero potuti creare con l’unione Europea, certamente poco incline a permettere tali misure, e la castrazione chimica che si sta ancora valutando come possibile opzione.

Ovviamente, come abbiamo visto, il tipo di pena non fa alcuna paura ai mostri che commettono questo crimine perchè fino ad ora erano certi di poterla fare franca. 

L’augurio è che questi nuovi provvedimenti atti a velocizzare i processi e a garantire alla giustizia i colpevoli di stupro e violenze sessuali diano dei risultati significativamente migliori di quelli a cui assistiamo oggi e che il maggior controllo da parte delle autorità competenti possa portare ad una drastica diminuzione degli stupri e di tutte le violenze che ogni giorno si consumano in Pakistan.

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