“IO POSSO AVERE TORTO MARCIO, MA NESSUNO Ė AUTORIZZATO AD USARMI VIOLENZA”

A corredo degli ultimi casi di cronaca locale e nazionale, inerenti atti di violenza perpetrati contro le donne, sulle piattaforme social si innescano discussioni in cui semplici cittadini esprimono il loro pensiero sull’evento.

Generalmente poco spazio è dedicato all’empatia con la vittima, al suo supporto e alla vicinanza morale con la stessa. Si assiste, invece, ad una sorta di deresponsabilizzazione dell’uomo spostando l’attenzione sul comportamento della donna alla ricerca del fattore scatenante la violenza.

Spesso, a partire dalle parole usate dagli stessi giornalisti, si inanellano commenti che evocano costrutti mentali e pregiudizi che tendono a spiegare la violenza come raptus o impeto in conseguenza ad un atteggiamento messo in atto dalla donna. Le donne stesse tendono a legittimare con sentimenti, quali la gelosia, stati mentali, quali il nervosismo, o l’ubriachezza le botte fisiche e psicologiche inflitte.

Lo Zonta Club Aosta Valley vuole sottolineare che la violenza di genere va condannata a priori e comunque. Non esistono giustificazioni o attenuanti. Il titolo sintetizza in maniera provocatoria il messaggio sociale che deve essere recepito da donne e uomini, perché non si crei quel percorso disumano che consenta alla violenza di definirsi, materializzarsi, colpire con una sorta di accettazione da parte della vittima e dalla comunità.Proprio la comunità deve guardare con lucidità a chi si macchia di violenza, non scadere nella curiosa morbosità di conoscere i fatti per emettere giudizi, ma creare il supporto perché i carnefici sappiano che propria la società è accanto alla vittima di violenza.

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