“Una casa per voltare pagina” e “Reddito di libertà”, due ottimi esempi da seguire

Oggi vi illustriamo due ottimi esempi di sostegno alle donne che sono state vittime di violenza arrivati dall’Emilia-Romagna e dalla Sardegna.

“Una casa per voltare pagina e riprendere in mano la propria vita” 

E’ lo slogan che la Regione Emilia-Romagna ha utilizzato per lanciare una nuova misura di sostegno per le donne che sono state vittima di violenza.

Sul sito della Regione possiamo leggere il comunicato che dice come  “dalla Regione Emilia-Romagna arriverà un aiuto concreto per le donne vittime di violenza e che vogliono intraprendere un cammino verso la piena autonomia. Tra le misure allo studio contributi per coprire le prime spese per l’affitto e la gestione di un’abitazione.

La Regione ha stanziato oltre 650 mila euro che verranno destinati a tutti i Comuni, capofila dei 38 ambiti distrettuali socio-sanitari dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è infatti garantire una copertura omogenea dell’intero territorio regionale.  Le risorse serviranno per erogare alle donne, inserite in un progetto specifico che preveda l’uscita dalle case rifugio o da alloggi di transizione, forme di sostegno economico quali contributi per le spese per l’affitto.”

Un’iniziativa molto importante che punta ad aiutare tutte quelle donne che sono state vittime di violenza e che pertanto hanno necessità di trovare una nuova casa ma che non sono in grado di provvedere economicamente a tutto ciò che il trovare una nuova casa comporta.

Sappiamo bene come nel nostro paese sono molte le donne che non lavorano, vittime spesso di un sistema che rende difficoltoso inserirsi nel mondo del lavoro alla pari degli uomini e che molto spesso porta a disuguaglianze di trattamento e di retribuzione.

Un altro esempio di aiuto economico ci arriva come accennato in precedenza proprio dalla Sardegna che sempre a fine Ottobre ha approvato una delibera che istituisce quello che è stato chiamato “Reddito di libertà”, una misura di sostegno tutte le donne che sono state vittime di violenza.

Il reddito sarà percepito per un minimo di un anno e prorogato fino a un massimo di tre. Il piano personalizzato di interventi per ogni donna comprende, oltre l’erogazione del sussidio, il rimborso delle spese legali, l’accesso alla formazione in vista di un’occupazione, l’aiuto per favorire gli spostamenti per sfuggire alla violenza, la garanzia di continuità scolastica per la vittima e i figli, il sostegno per l’autonomia abitativa e infine l’inserimento nel mondo del lavoro.

La misura di sostegno sarà dedicata alle donne che  si impegneranno a seguire un progetto personalizzato di “emancipazione”.  Una donna sola percepirà un sussidio di 780 euro che aumenta di 100 euro se disabile e di 200 se ha figli con disabilità, in tutto sono stati stanziati 514 mila Euro.

L’Emilia-Romagna e la Sardegna sono due ottimi esempi da seguire alla luce degli aiuti che sono stati stanziati per aiutare le donne vittime di violenza a superare il trauma cominciando un nuovo capitolo della propria vita.

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