Francia: la protesta delle “Les Colleuses” contro la violenza sulle donne

Si stima che il 35% delle donne nel mondo abbia subito violenza domestica o sessuale nella sua vita.

E’ un tema che, sfortunatamente, viene trattato quasi giornalmente anche nel nostro Paese.

Abbiamo da poco visto come le cose siano peggiorate in Italia durante il periodo del lockdown grazie ai dati raccolti dall’ISTAT sulle telefonate al numero verde 1522

Oggi però vogliamo volgere lo sguardo alla situazione attuale nella vicinissima Francia dove proprio in questi giorni sono in atto delle proteste contro il governo riguardanti proprio il problema della violenza sulle donne e dei femminicidi.

Ed è proprio in Francia che si riscontra uno dei più alti tassi di femminicidi in tutta Europa, sarebbero più di 600 all’anno secondo i numeri pubblicati da Eurostat in seguito alla raccolta dei dati per l’anno 2017.

Si tratta di una situazione delicata specie se pensiamo che anche oltre le Alpi il numero di casi di violenza contro le donne è aumentato durante il lockdown imposto anche su tutto il territorio francese per via della pandemia.

Secondo il ministero degli interni francese durante questo periodo i casi di violenza sulle donne sono cresciuti del 30% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente.

Per far fronte all’emergenza il governo si è mosso stanziando dei fondi per garantire stanze d’hotel a tutte le donne esposte agli abusi nelle loro abitazioni e ha allestito punti di supporto nei centri commerciali del Paese per agevolare le denunce e le richieste di aiuto e cercare di proteggere tutte le vittime di abusi.

Per cercare di aiutare le vittime è stato anche studiato un linguaggio in codice da utilizzare in luoghi specifici come le farmacie per poter denunciare il proprio aguzzino senza che possa accorgersene.

Nonostante siano passati mesi dalla situazione di massima emergenza sanitaria continuano i problemi e proprio in questi giorni le proteste contro il governo francese che viene incolpato di non fare abbastanza per risolvere la situazione.

Interessante è il movimento che da poco più di un anno porta un gruppo di attiviste parigine, “Les Colleuses” letteralmente “le incollatrici”, a manifestare la propria rabbia incollando sui muri della capitale francese frasi volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su questa sensibilissima tematica. Non solo frasi ad effetto ma anche nomi delle vittime e poche righe che raccontano storie di abusi sempre troppo simili tra loro ma che non si riescono ad evitare.

Da poco in realtà l’esecutivo ha vagliato una legge proprio per aiutare le vittime di violenza abolendo il segreto medico nel caso in cui il medico ritenga la paziente in “pericolo immediato”.

Il testo inasprisce pure le pene per molestie nella coppia, portandole a 10 anni di prigione se conducono al suicidio o al tentato suicidio; la norma condanna poi la geolocalizzazione senza consenso e, per reprimere la «cyber-violenza coniugale», inserisce l’aggravante di violazione del segreto di corrispondenza da parte del coniuge o ex.

Ovviamente non sarà questa legge a risolvere del tutto il problema ma sicuramente è una misura che aiuterà a combattere questo fenomeno che la Francia si ritrova a vivere.

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