Lockdown e violenza domestica

Ultimamente si parla sempre più spesso della possibilità che ci possa essere un nuovo lockdown dopo l’estate nel caso in cui ci dovesse essere una crescita preoccupante di positivi al Covid-19.

Al momento la situazione nel nostro paese sembra piuttosto sotto controllo ma l’incremento dei positivi, vista la situazione all’estero e alla imminente riapertura delle scuole fanno preoccupare l’opinione pubblica.

È uno scenario che fa un po’ paura se ci pensiamo a fondo, paura di restare nuovamente bloccati tra le mura di casa.

Quello del lockdown è stato un periodo duro per tantissime persone, attività chiuse, affetti lontani che è stato possibile vedere solo tramite videochiamate, file immense per fare la spesa ed impossibilità di svolgere le normali attività quotidiane fuori casa non sono nulla paragonati a ciò che hanno dovuto vivere le donne che si sono ritrovate imprigionate in casa con il proprio aguzzino, vittime di continui abusi.

L’ISTAT ha condotto un’analisi dei dati raccolti tra Marzo e Giugno 2020 sulle telefonate ricevute dal numero verde 1522, il numero Anti Violenza e Stalking attivo su tutto il territorio Nazionale, confrontandoli con i medesimi dati degli anni precedenti per avere un quadro quanto più chiaro possibile sull’evoluzione del problema della violenza domestica durante il periodo del lockdown ma anche per valutare l’efficacia delle campagne di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle reti televisive ed i canali sociali proprio tra la fine del mese di Marzo ed Aprile.

Dai dati raccolti si evince come il numero delle telefonate (e comunicazioni tramite chat) siano più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2019 con un incremento del + 119,6% passando da 6.956 a 15.280.

Al contrario invece, sono diminuite le telefonate effettuate per errore, sarebbero in tutto 703 e sono diminuite anche le telefonate effettuate per scherzo che sarebbero pari a 3.585 e quelle di natura molesta, telefonate effettuate al solo scopo di denigrare l’operato di chi quotidianamente dedica tempo ed energie in questa lotta, in tutto sarebbero state 766.

I dati evidenziano anche come i messaggi inviati tramite il servizio di chat siamo quadruplicate rispetto allo scorso anno passando dai 417 messaggi del 2019 ad oltre 2500 di quest’anno.

Passiamo adesso ad analizzare la natura il motivo che ha spinto queste donne a contattare il 1522 durante il periodo analizzato.

Il 32,1% (4.899) delle chiamate ricevute dal 1522 sono state reali richieste di aiuto da parte di vittime di violenza,

Il 23,9% (3.655) delle telefonate sono state richieste di informazioni sulla tipologia di servizi offerti dal numero verde in questione.

Il 19,5% (2.979) delle richieste di aiuto sono arrivate da persone con problemi differenti da quelli strettamente legati alla violenza domestica a qui il 1522 ha comunque fornito supporto indicando numeri utili al supporto psicologico.

Le richieste di aiuto non derivano solamente da violenza subita da parte del proprio partner, o ex, ma anche di violenza domestica generale subita da parte di familiari come genitori, figli, fratelli o sorelle come prova del fatto che sfortunatamente le persone che ci stanno più vicine molte volte sono quelle che ci possono fare più male e non bisogna avere paura di denunciare una violenza subita.

I dati analizzati ci dimostrano quindi c’è stato un incremento considerevole delle delle telefonate al numero verde 1522 frutto di una campagna di sensibilizzazione più profonda e capillare che ha aiutato molte donne a trovare il coraggio di affrontare le paure ed il dolore.

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