Virginia Woolf e il silenzio riguardo gli abusi subiti

Adeline Virginia Woolf è stata una delle scrittrici più significative e rivoluzionarie del Novecento la quale riuscì a mettere un uomo nei panni di una donna con Orlando” e che reclamò il diritto ad avere Una stanza tutta per sé”.

Virginia nacque a Londra il 25 gennaio 1882,  figlia di genitori alle seconde nozze, suo padre, sir Leslie Stephen, fu un autore e critico mentre sua madre Julia lavorò come modella per molti pittori famosi.

Dal matrimonio dei suoi genitori nacquero oltre a Virginia, anche Vanessa, Thoby e Adrian.

La madre però aveva già avuto tre figli, George, Stella e Gerald dal suo primo marito, mentre il padre Leslie aveva avuto una figlia, Laura.

Una vera e propria famiglia allargata la quale creò diversi problemi alla stessa Virginia.

La sua vita è stata segnata da due eventi molto traumatici che hanno condizionato la sua carriera di scrittrice:
– le violenze sessuali subite dai fratellastri entrambi di circa vent’anni più grandi di lei;
– la morte della madre verificatasi nel 1895.

Le violenze subite vennero raccontate da Virginia in diverse occasioni ma vennero nascoste da una fitta nebbia fino ai nostri giorni in cui si è stata fatta luce sulla sua fragile condizione psicologica e sui traumi subiti che l’hanno segnata e probabilmente portata a porre fine alla sua vita a soli 59 anni.

Al giorno d’oggi finalmente psicologi e psichiatri riconoscono le gravi conseguenze psicologiche che provocano in bambini e adolescenti gli abusi sessuali ed è stato riconosciuto che Virginia non ha sofferto di nessuna malattia mentale ereditata ma che il suo fragile stato psicologico è stato provocato dalle traumatiche molestie ripetute per anni e ignorate da chi avrebbe dovuto proteggerla.

Nei suoi diari e nelle sue lettere, Virginia Woolf definì la sua infanzia come “gli anni da schiava greca”.

Nel 1941, in particolare, Virginia Woolf scrisse una lettera all’amica Ethel Smyth in cui raccontò quanto le è accaduto all’età di 6 anni:

“Ancora rabbrividisco dalla vergogna al ricordo del mio fratellastro, in piedi e appoggiato a me su una sporgenza, all’età di circa sei anni, che mi esplorava le parti intime. Perché avrei dovuto provare vergogna allora?”

Nel 1936 sempre in una lettera definì George “il mio fratello incestuoso”.

Virginia Woolf è stata una donna limitata dal suo tempo e dall’ambiente in cui è cresciuta ma nonostante questo è stata capace di lasciarci un’eredità letteraria straordinaria e rivoluzionaria, oggi la sua figura è utile a non colpevolizzare le vittime di abusi e a dare loro voce.

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